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Giorno del ricordo

Giorno del Ricordo, dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo forzato delle popolazioni italiane dall’Istria, dalla Dalmazia e dal Quarnaro nel secondo dopoguerra.

Data :

13 febbraio 2026

Municipium

Descrizione

GIORNO DEL RICORDO

 

 

“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale” (Articolo 1, comma 1, Legge 30 marzo 2004, n. 92).

 

Oggi, 10 febbraio, ricorre il Giorno del Ricordo, dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo forzato delle popolazioni italiane dall’Istria, dalla Dalmazia e dal Quarnaro nel secondo dopoguerra.

Non una semplice ricorrenza sul calendario ma un doveroso momento di spazio al silenzio della storia, per ascoltare le voci che il tempo ha rischiato di spegnere, per restituire un nome e un volto a chi è stato travolto dalla violenza e dall’oblio.

Il Giorno del Ricordo ci impone di riflettere e di fermarci a ricordare le vittime delle foibe, le famiglie costrette a lasciare le proprie case, le valigie chiuse in fretta, le fotografie abbandonate sui tavoli, le chiavi girate per l’ultima volta in porte che non si sarebbero più riaperte.

Non semplici pagine di un libro di storia ingiallito dall’inevitabile incedere del tempo ma vite spezzate, sogni interrotti, identità ferite.

Ricordare significa avere il coraggio di guardare anche ciò che fa male perché il ricordo non è facile, non è leggero, non è neutro, il ricordo pesa ma proprio quel peso è preziosa ancora alla nostra umanità.

Oggi non celebriamo divisioni, non alimentiamo rancori ma scegliamo la strada più difficile e più nobile: quella della verità e della comprensione perché solo riconoscendo il dolore possiamo trasformarlo in consapevolezza, e la consapevolezza in responsabilità.

Il ricordo è un ponte: unisce chi non c’è più a chi verrà, è un raggio di sole che impedisce al buio dell’indifferenza di tornare, un impegno che affidiamo soprattutto ai giovani, perché non ereditino solo date e nomi, ma i valori del rispetto, della pace, della dignità della persona.

Ricordare oggi significa affermare con forza che nessuna sofferenza è inutile se diventa insegnamento e scegliere di essere una comunità che non volta lo sguardo.

Perché un popolo senza ricordo è un popolo senza passato e senza futuro, mentre un popolo che ricorda è capace di costruire un domani più giusto, più umano, più vero.

Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2026, 12:12

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